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La strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle
di Cembra è un tracciato dai contorni storico culturali ben
definiti. Oltre agli undici Comuni della Valle di Cembra vi
confluiscono i Comuni di Lavis e Faedo e dell’Altopiano di Piné.
L’idrografia principale è costituita dalla presenza preminente di
un fiume a carattere torrentizio, l’Avisio, che nel corso di
millenni di attività erosiva ha scavato i porfidi permiani.

A ovest, dalla forra di San Giorgio alle colline di Faedo, in
sinistra orografica Adige, il paesaggio è determinato dalle
estreme propaggini occidentali della piattaforma porfirica Atesina
che proprio in questo punto incontra rocce di tipo carbonatico. A
est, il territorio confina naturalmente con la Valle di Fiemme ed
è delimitato a mezzogiorno dalla catena del Lagorai sino ad alte
cime che toccano i 2.000 metri. Numerosi bacini lacustri e
torbiere di origine postglaciale, di grande interesse botanico,
movimentano la parte sommitale del Dossone di Cembra, mentre
importanti siti idrografici sono i laghi del pinetano.

Un aspetto rilevante del modello insediativo nella zona delle
Colline Avisiane e Faedo è dato dalla presenza di masi, in gran
parte rimessi a nuovo, testimoni di un’antica fase di
colonizzazione germanica che ebbe il suo massimo sviluppo nel
Medioevo. Caso piuttosto significativo di continuità fra viabilità
antica e moderna, la Strada del Vino nel tratto compreso tra Lavis
e Faedo ripropone l’itinerario della Via Claudia Augusta, strada
romana di grande rilevanza politica e commerciale, asse viario di
collegamento fra l’universo latino e quello germanico. Spostandoci
in Valle di Cembra è degna di nota l’ubicazione dei villaggi, al
confine tra campagna e bosco, su sedi di terrazzo costituite da
depositi di natura alluvionale, mentre nel pinetano meritano cenno
le dislocazioni urbanistiche derivate dall’antica colonizzazione
germanica dei “canopi”, antichi minatori.
Un esempio di simbiosi uomo-natura, di occupazione razionale
dello spazio disponibile. L’ambito inferiore della strada rientra
nel cosiddetto paesaggio della vite: ampi terrazzi vitati si
estendono nella zona collinare di Lavis, Pressano e Faedo e in
Valle di Cembra sino a Faver e Segonzano. La parte superiore e
l’altopiano pinetano sono invece caratterizzati da un paesaggio
più selvaggio ed austero, ove i terrazzi un tempo destinati al
foraggio, sono ora interessati dalla coltivazione di piccoli
frutti anche se non mancano, nell’alto corso dell’Avisio,
tentativi di reintroduzione della vite nella sezione più bassa e
disposta a solatio.
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