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I vini
Caratteristica del territorio sono gli imponenti terrazzi
di coltura, coltivati a vigneto e disposti in zone spesso
impervie sottratte con fatica all’avanzata del bosco,
nel corso di un’opera millenaria di dissodamento.
Una viticoltura eroica che dura da oltre duemila anni:
al periodo retico risale infatti il ritrovamento della
Situla di Cembra, secchia vinaria in bronzo del IV sec.
a.C. rinvenuta presso il Dos Caslir.
La zona interessata dalla vite è montagnosa con
substrato in parte calcareo e in parte porfirico. L’esposizione
a sud assicura un costante irradiamento diurno dei versanti
messi a coltura, compresi fra i 200 e gli 850 metri di
quota. Durante la maturazione si registra inoltre, nella
zona più elevata della Valle di Cembra, una precoce
quanto significativa escursione termica fra il giorno
e la notte, fattore climatico che assicura, soprattutto
alle uve di Müller Thurgau, una concentrazione di
profumi ed aromi davvero unica.

La parte basale coincide con i dolci profili delle Colline
Avisiane che si inerpicano naturalmente verso la zona,
più marcatamente montana, di Faedo. Vi si coltivano
prevalentemente lo Chardonnay, la Nosiola, il Teroldego,
il Merlot, il Pinot Nero, il Lagrein, il Traminer e il
Sauvignon. Da non dimenticare, nella parte medio alta
della Valle di Cembra, il gruppo delle schiave, una volta
assai diffuse, adatte alla produzione di un leggero vino
rosato da tavola.
::: Le grappe
La grappa in tutto il Trentino è un distillato
di lunga tradizione e rappresenta il completamento naturale
del ciclo vite-vino. Nelle distillerie sono rimasti inalterati
i principi della distillazione tradizionale, fatta secondo
le vecchie regole della fonte di calore indiretto, della
lavorazione lenta e del costante controllo dell’uomo.
La qualità della grappa trentina, ampiamente riconosciuta
anche all’estero, è dovuta alla bontà
della materia prima, alla sua pronta distillazione ed
al controllo chimico ed organolettico costante.
La lavorazione avviene solitamente attraverso il sistema
del discontinuo a bagnomaria. La cotta della vinaccia
viene in tal modo riscaldata uniformemente mentre l’essenza
finale è frutto di una attenta separazione del
prodotto in tre fasi: teste, cuore e code.
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